"Il sole anche dopo lunghe tempeste... non si scorda mai di sorgere..."

venerdì 14 ottobre 2011

Lettera inviata al convengo dei giovani imprenditori "Alziamo il volume, diamo voce al futuro"

I giovani e l’Italia: quale è il posto che possono avere in questo paese quelli che hanno finito il lungo, lunghissimo, infinito periodo di svezzamento della famiglia, della scuola, dell’università, dei master pre e post laurea, e che finalmente si possono affacciare alla vita vera. La risposta è desolante.

Il problema maggiore è che la quotidianità del nostro paese non è fatta da giovani.
Le imprese, le istituzione, le associazioni sono per la quasi totalità rappresentate da ultra 60 enni che non hanno una visione futura di questo mondo che cambia giorno per giorno senza neanche che ce ne accorgiamo.

Eppure è difficile da noi, siamo quasi tutti specializzati, specializzatissimi, molto abili con la tecnologia eppure condannati al ruolo di eterni praticanti, in attesa di quel posto che forse pare potrà arrivare solo con gli anta. 
Già proprio così! È talmente così che sembra normale, normalissimo; ma invece no! Basta uscire e guardare un attimo altrove.

Perché non rendersi conto per davvero che una buona politica deve far sì che i giovani occupino una giusta fetta della società, che siano rappresentati nel mondo produttivo e nelle istituzioni? Che la giovinezza non sia un valore solo nelle copertine patinate o alla televisione ma anche una ricchezza concreta per la nostra società? Che i giovani in politica non servano solo a dare una parvenza di scenografica freschezza a una politica gerontocratica, stanca e vecchia?
Perché un paese che vuole avere una prospettiva, un paese responsabile, dovrebbe essere capace di sfruttare al meglio le energie dei giovani, di usarle concretamente quando la vitalità e la voglia di fare è al massimo.

In un momento come questo, di grave crisi economica, dove il rapporto Istat dice che quasi il 30% dei giovani sono disoccupati, ne studiano, ne lavorano, l’unica cosa giusta da fare per rilanciare l’economia è ripartire dai giovani, rilanciare il comparto giovanile, più politiche giovanili e più potere ai giovani per crearsi quel futuro che stanno cercando da molto tempo.
 


Uno Stato democratico deve avere come priorità il futuro dei suoi cittadini.


3 PAROLE IMPORTANTI: 
MERITO, INNOVAZIONE E RICAMBIO GENERAZIONALE

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